Speciale online 16:55
Renzi a caccia di "gufi e sciacalli" rilancia sulle riforme
"Un derby tra la rabbia e la speranza, su chi scommette sul fallimento dell'Italia e chi pensa di potercela fare". Ecco il Renzi pensiero in vista delle europee. Il paragone è calcistico, il riferimento è Grillo che dalle piazze telematiche e non continua a tentare di distribuire spallate a destra e a sinistra. La controffensiva è secca e decisa, diretta sia al principale avversario, sia alla minoranza di disfattisti democratici. Il Presidente del Consiglio incalza la direzione del Partito democratico chiedendo compattezza per raggiungere quelle riforme strutturali grazie alle quali l'Italia potrà "diventare il Paese guida dell'Unione europea non solo per i prossimi sei mesi, ma per i prossimi dieci anni".
15 AGO 20

"Un derby tra la rabbia e la speranza, su chi scommette sul fallimento dell'Italia e chi pensa di potercela fare". Ecco il Renzi pensiero in vista delle europee. Il paragone è calcistico, il riferimento è Grillo che dalle piazze telematiche e non continua a tentare di distribuire gomitate a destra e a sinistra. La controffensiva è secca e decisa, diretta sia al principale avversario, sia alla minoranza di disfattisti democratici. Il Presidente del Consiglio incalza la direzione del Partito democratico chiedendo compattezza per raggiungere quelle riforme strutturali grazie alle quali l'Italia potrà "diventare il Paese guida dell'Unione europea non solo per i prossimi sei mesi, ma per i prossimi dieci anni". Un risultato ottenibile, secondo il premier, attuando in primis "le riforme istituzionali" e poi concentrandosi su "quelle economiche e politiche", esattamente come suggerisce l'Ue.
"Serve il coraggio di dire con franchezza che il modello istituzionale e in parte costituzionale dell'Italia è un modello che ha bisogno di cambiamento, modifiche e ripensamenti. Sostenerlo non è ne autoritarismo nè esercizio violento della cosa pubblica". Renzi imbocca la via europea ribadendo però la necessità di affacciarsi al semestre di presidenza in una posizione forte, con un processo riformatore già avviato e con risposte credibili da dare "all'ansia di cambiamento dei cittadini".
[**Video_box_2**]Un'ansia alla quale il Governo ha già cercato di porre freno: "La domanda è: facciamo una campagna sugli 80 euro? No, sono un antipasto". Primo passo di una ristrutturazione già messa in cantiere, ma alla quale si dovrà ancora lavorare, cercando soprattutto di limare con scalpello e cesello le differenze di opinione all'interno della maggioranza: "è l'inizio del cambiamento, è il tentativo di cominciare a restituire al ceto medio ciò che gli spetta di diritto, non sono il baluardo della nostra campagna elettorale ma la cifra della nostra azione".
Il premier chiede fiducia e punta il dito contro i "gufi e sciacalli che si buttano su ogni evento per dire che non ce la faremo mai, che non ci sono più istituzioni". Così alla foto postata da Beppe Grillo su Twitter nella quale Genny 'a carogna (il capo ultra napoletano protagonista del siparietto con Hamsik e Digos sabato sera prima del via della finale di Coppa Italia) aveva la faccia di Renzi, il diretto interessato risponde a parole: "Grillo è andato a Piombino per tentare di fare ancora una volta di più lo sciacallo. Perché se c'è un luogo dove non vai ad attaccare il sindacato è una fabbrica in crisi. Non vai alla Lucchini a tentare di mettere i lavoratori e le lavoratrici contro il sindacato".